domenica 30 novembre 2008

AGIRE PER SUPERARE STRESS ED ANSIA

AGIRE per superare lo stress e l’ansia.

Allo stress e all'ansia dovremo imparare a rispondere con un deciso “No grazie” , invece siamo troppo contagiati dalla mentalità moderna, che ci impone ritmi di vita e pensieri che sono tutt'altro quelli di una persona sana e decisa.

Molto spesso l’energia utilizzata per far fronte alle attività quotidiane è elevata, la vita è una sorta di puzzle in cui incastrare lavoro, famiglia, figli, sport, svago… e al primo imprevisto lo stress e l’ansia non possono che salire alle stelle.

Non ne sono immuni, purtroppo, nemmeno i meditatori e le persone impegnate nella ricerca interiore.Divenire vittime delle preoccupazioni e dell’ansia dipende da diversi fattori, i principali sono almeno tre: emozioni, memorie passate e modelli di reazione.

Le emozioni governano le nostre azioni, indipendentemente dal fatto che ne siamo più o meno consapevoli. Anche chi si dichiara razionale è governato dalle emozioni e lo diventa proprio perché si impegna tanto a evitarle.

Le memorie del passato sopravvivono in virtù della nostra memoria, in quanto il cervello si ancora a questi ricordi che sono di carattere visivo, auditivo o cinestesico in relazione alla caratteristica principale del nostro apprendimento.

Siamo prigionieri delle emozioni passate, del ricordo a esse legato e dei modelli di reazione utilizzati, dobbiamo quindi agire per uscire dall'ansia e dallo stress che la quotidianità ci regala.
Si genera quindi una coazione a ripetere che ci costringe a vivere le situazioni secondo un unico schema.

Cambiano i volti delle persone coinvolte, il luogo e le circostanze apparenti, ma il significato profondo di certi eventi della vostra vita è identico. Anche il modo in cui ci mettiamo in situazioni di stress e ansia segue sempre lo stesso schema.

Bisogna cominciare ad agire sull'aspetto emotivo delle situazioni che ci creano ansia e stress, permettendo così alle persone di educare al raggiungimento dei propri obiettivi.
La mente inconscia usa un metodo di sabotaggio simile a quello di un virus di computer; quando diventa attiva inizia a creare stress, ansia e conseguenti pensieri negativi circa noi stessi e le cose che vogliamo.

Ogni volta che NON realizziamo ciò che vogliamo si genera un blocco emozionale, viene creato stress nei meridiani e lentamente la malattia inizia a svilupparsi: noi diventiamo facilmente irritabili, stanchi, stressati, emotivamente alterati, ecc.

La qualità della nostra vita è determinata dal modo in cui reagiamo a stress e ansia quotidiane, dal modo in cui ci comportiamo con le nostre emozioni e, per finire, dai nostri pensieri verso noi stessi.

L'atteggiamento che noi abbiamo viene regolato in base alle nostre vecchie esperienze, paure e incidenti passati, sia dell'infanzia, ma anche di esperienze avute in età più matura. Queste memorie creano dei modelli di reazione, il nostro comportamento e anche i nostri umori.

Imparando ad AGIRE possiamo trattare adeguatamente le memorie sin qui descritte e lasciar andare tutto ciò che ci limita, blocca e impaurisce, liberandoci e liberando la nostra vita da ansia, stress, fobie, panico, stanchezza, depressione, demotivazione e quant’altro.

1 commento:

chiara ha detto...

Una volta ho intrapreso una relazione a distanza con una persona. Non solo per la grossa distanza che ci separava (oltre 400 km), ma anche per il fatto che lei abitasse in una grande città che personalmente io odiavo, il livello di stress a cui ero sottoposto già normalmente tra vita e lavoro, subì una netta impennata verso l’alto.
Quello stress e quella ansia io le davo per scontate come un semplice fattore del vivere moderno, ma improvvisamente cominciarono a manifestarsi in modi che francamente non mi aspettavo. Nel momento preciso in cui arrivavo nella città dove viveva la mia ragazza e scendevo dal treno, venivo colto da crampi allo stomaco che mi avrebbero più o meno fastidiosamente accompagnato per tutta la mia permanenza lì. Tornato a casa, ovviamente più nessuna traccia. Finsi di non notare questi segnali. Dovetti affrontare più seriamente la questione quando notai che in alcune zone del mio viso la barba aveva smesso di crescere. Capii che questa volta non si poteva più rimandare di affrontare la questione: andai da un dermatologo, che mi prescrisse dei prodotti per far ricrescere la barba nelle zone dove era scomparsa, ma che fin da subito mi disse che al 99% la causa era lo stress. Lui avrebbe potuto risolvere i miei problemi con la barba, ma a quelli con lo stress ci avrei dovuto pensare io. Ovviamente eliminare del tutto lo stress non è possibile al giorno d’oggi, quindi decisi di trovare almeno un modo per gestirlo: ho scoperto che nella mia città c’era un dottore di nome Giacconi che si occupava di questi problemi ed aveva dei prodotti ad hoc al riguardo, come la Raccolta video a tema: supera ansia e stress.
Ovvio che lo stress nella mia vita c’è ancora, ma almeno ora so come comportarmi per non somatizzarlo e tenerlo a bada e, soprattutto, per potermi permettere ancora la mia adorata barba lunga.

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